Riferimenti e curiosità

Lu ramajette, l’acqua, la formula magica…

La “Cultura Orale” è l’unico processo di apprendimento e conoscenza nell’analfabetismo della realtà tradizionale. Tutto si imparava per imitazione e si trasmetteva con le parole tra le generazioni.

Il “Ciclo Calendariale Agrario” è alla base della tradizione popolare, a cadenzare i tempi dei lavori e delle ricorrenze e ritualità nel mondo popolare (contadino) arcaico. Rappresenta il (costante) riferimento della vita dell’uomo alla ciclicità eterna del mondo naturale, sempre viva e presente nell’auspicio del buon raccolto e della prole numerosa. Da qui la sacralità dei momenti di propiziazione e di ringraziamento che ne caratterizzano le ricorrenze con impegno, devozione e spirito comunitario: Il Sant’Antonio, Il Carnevale, la Quaresima, il Majo, il San Giovanni, il San Martino, Santa Lucia ed altre come le feste patronali.

Lu “Ramajettə” è uno speciale mazzolino di erbe e fiori di campo in numero di 9 (3 volte 3 che nella tradizione è il numero perfetto) ciascuno con un potere magico o curativo, che viene offerto ad una persona con la quale si vuole iniziare un legame forte e inscindibile, per proporle di farsi a compare oppure a commare nella notte di San Giovanni, il 23 giugno, con un rito particolare dell’acqua e del fuoco. La persona riflette su questo vincolo, e se accetta, a sua volta riporta abbellito lu ramajettə il giorno di San Pietro e Paolo, il 29 giugno, e si diventa compari di fiori detto anche compari di S. Giovanni.